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Alcuni dei pellegrinaggi svolti
 

"L'Osservatore Romano", Sabato 1 dicembre 2001
Dal 13 maggio al 13 ottobre su iniziativa dell'Associazione "Luci sull'Est"

La Madonna di Fátima pellegrina nella Siberia Orientale

I fedeli siberiani nella Cattedrale di Irkutsk in preghiera davanti alla statua della Madonna di Fátima

Una statua della Madonna di Fátima è stata portata in pellegrinaggio nel territorio della Siberia Orientale dal 13 maggio al 13 ottobre.

L'iniziativa è stata promossa dall'Amministratore Apostolico, il Vescovo Jerzy Mazur, con la decisiva collaborazione dell'associazione "Luci sull'Est" che ha così celebrato i dieci anni di vita e di servizio.

Insieme con la statua della Madonna di Fátima, i volontari dell'associazione hanno portato in Siberia altre cinque statue che hanno lasciato alla Chiesa locale; diecimila piccole riproduzioni della stessa immagine; diecimila corone del rosario e diecimila libretti che insegnano a recitare rosario.

Si può dire che la Madonna sia entrata veramente in ogni chiesa, in ogni piccola cappella, in ogni famiglia cattolica della Siberia Orientale.

Il pellegrinaggio della statua - dopo una significativa sosta a Mosca - è iniziato a Irkutsk il 13 maggio. L'accoglienza all'aeroporto è stata commovente e i mass media locali si sono mobilitati per raccontare questo avvenimento.

Con particolare attenzione ha seguito il pellegrinaggio Natalia Galetchina, inviata del settimanale cattolico russo "Luce del Vangelo".

In processione la statua è stata subito portata nella nuova Cattedrale, dedicata al Cuore Immacolato di Maria, davanti alla quale c'è il memoriale delle persecuzioni, contenente la terra proveniente da diverse lager siberiani. I fedeli sono rimasti in preghiera per tutta la notte. Domenica 13 maggio i bambini hanno organizzato una significativa rappresentazione delle apparizioni di Fátima.

Da Irkutsk la statua è stata portata a Usole dove sta per essere costruito il primo monastero di clausura della Siberia. Li visse san Raffaele Kalinowski, carmelitano polacco deportato dagli zar. Da Usole la statua ha raggiunto tre piccoli villaggi affidati ad un parroco la cui famiglia, di origine tedesca, è giunta qui nel 700. Poi ecco le soste a Angarsk e a Bratsk quindi la visita nei distretti di Vladivostok, Magadan, Yakutia, Kranosjarsk. Il pellegrinaggio è durato sei mesi.

Per iniziativa dell'associazione "Luci sull'Est" la statua della Madonna è stata portata anche in tantissime città italiane oltre che in Croazia, in Bosnia ed Erzegovina, in Romania, in Ucraina, in Lituania, in Lettonia, in Estonia, in Slovacchia, in Repubblica Ceca e in Bielorussia. (G.P.M.)

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JERZY MAZUR

Vescovo titolare di Tabunia

Amministratore Apostolico della Siberia Orientale dei Latini

Sono Vescovo nella terra dei martiri, delle persecuzioni e della sofferenza. Sono passati cinque mesi dal momento in cui la statua della Madonna di Fátima è arrivata a Irkustk ed ha cominciato il suo pellegrinaggio in tutto il territorio dell'Amministrazione Apostolica della Siberia orientale.

L'itinerario di questo pellegrinaggio ha attraversato un territorio molto grande da Krasnoiarsk al Pacifico. In questo tempo la statua della Madonna ha visitato tutte le 43 parrocchie ufficialmente registrate. È stata anche nelle più di cinquanta piccole comunità che ancora non sono registrate. Il pellegrinaggio della statua della Madonna di Fátima sul territorio della Siberia orientale è nato dall'affidamento del Terzo millennio alla protezione della Madre di Dio, proclamato nell'ottobre dell'Anno Giubilare da Giovanni Paolo II.

Quest'anno nella nostra Amministrazione Apostolica è dedicato alla famiglia. La famiglia è in crisi e siamo molto convinti che la consacrazione delle famiglie al Cuore Immacolato della Madre di Dio aiuterà a superare questa crisi. Ogni famiglia riceve durante la visita pastorale dai sacerdoti una piccola statua della Madonna, un rosario che è stato "il catechismo del tempo dei gulag" e un libro su Fátima.

Per favorire la realizzazione di questa idea si è offerta l'Associazione "Luci sull'Est", che ha preparato e realizzato il pellegrinaggio della statua a Irkustk e ha preparato le statuette di Nostra Signora di Fátima per i cattolici siberiani. Il pellegrinaggio si è concluso ed è cominciato. I frutti di tutto questo infatti sono dentro di noi. Il pellegrinaggio siberiano di Maria è stato una possibilità data a tante persone, che prima non avevano mai sentito il messaggio di Fátima, di consacrarsi alla Madonna.

Nelle numerose processioni, tanta gente è venuta nelle chiese, nelle cappelle, per stare con la Madonna, per rimanere con la nostra Madre.

Vorrei dire qualche parola della Siberia. Dio mi ha mandato a Siberia. Io sono responsabile per un territorio di 10 milioni di chilometri quadrati: da Krasnoiarsk a Vladivostok fino a Kamciatka. Vi sono 16 milioni di abitanti di diverse nazionalità. Dal punto di vista religioso, ci sono cristiani, cattolici, ortodossi, protestanti; credenti di altri religioni come musulmani, buddisti, sciamanisti e tanti non credenti. Quelli che hanno radici cattoliche in Siberia sono più di 1 milione, battezzati sono pochi. Le persone con radici cattoliche sono polacche, ucraine, lituane, bielorusse, coreane.

La gente è povera. Ci sono tanti senza lavoro e bisogna andare verso tutta questa gente per predicare il Vangelo, in una terra dove è stato proibito farlo per tanti anni. Tanti di loro sono stati mandati in Siberia perché credevano in Dio, perché loro vivevano nella verità, perché loro sono stati uomini educati alla pace. Adesso questa gente ha il diritto di sentire il Vangelo. Cristo vuole che il Vangelo sia annunciato in tutto il mondo ed anche nella Siberia, terra di sofferenza.

La luce del Vangelo è venuta in Siberia dieci anni fa, quando sono arrivate tre suore. Oggi ci sono nella mia Amministrazione Apostolica 50 preti, 50 suore e anche laici impegnati. Provengono da diversi Paesi. Non hanno paura del clima. Alcuni siberiani dicono: "A 40 gradi sotto zero non è freddo!". Non hanno paura della situazione politica, economica, religiosa. Tutti sono venuti per aiutare l'uomo che qui ha sofferto tanto. Sono stato mandato in Siberia, a Irkustk. Irkustk è città vicino al lago Baikal, con circa 700.000 abitanti. Ho dovuto cominciare da zero: non c'era la casa, non c'era la chiesa. Tutto si è dovuto cominciare dal nulla. Ma, grazie a Dio, grazie a Nostra Signora, grazie alla gente, ai benefattori, ho potuto cominciare il mio lavoro come vescovo. Oggi si trova a Irkustk una cattedrale dedicata alla Nostra Signora, all'Immacolato Cuore della Madre di Dio.

Ci sono delle piccole comunità, ma la fede delle "babusie", delle nonne, è stata provata con la sofferenza durante le persecuzioni. La loro fede e la loro speranza in Dio, e nella Madonna, è stata molto forte. Pregavano molto, recitando il rosario. Era l'unica forma di preghiera e questa preghiera era di grandissimo aiuto, la devozione mariana era molto forte perché è la Madre di Dio che aiuta.

Le più grande missionarie sono state e sono ancora oggi le nonne, le "babusie". Grazie a loro, che sono missionarie autentiche, i bambini vengono nelle chiese. Le nonne non possono costringere i loro figli e le loro figlie per portarli alla comunità della Chiesa così cercano di educare cristianamente i loro nipoti. E, poco a poco, attraverso i bambini vengono in chiesa anche i genitori. È per questo motivo che a Fátima la Nostra Signora ha chiesto ai bambini: "Pregate il Rosario". Durante le persecuzione la gente ha fatto questo anche senza sapere di Fátima.

La grande speranza della Chiesa sono i laici. Noi abbiamo cominciato ad organizzare i catechisti, santi catechisti, per il futuro della Chiesa. Che cosa significa fare il missionario in Siberia? Possiamo dire che la Russia, la Siberia, è una terra che ha radice cristiane. Esistono la Chiesa ortodossa, la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti. Durante il tempo delle persecuzioni hanno sofferto insieme. La Chiesa cattolica non è un Chiesa straniera. Abbiamo sofferto insieme ed oggi vogliamo costruire la Chiesa, la cristianità, sul sangue dei martiri. Prima della Rivoluzione del 1917 c'erano tante parrocchie ben sviluppate.

Prima di tutto fare il missionario significa andare alla gente che ha le radici cattoliche e predicare il Vangelo con la parola e con la testimonianza di vita. In Siberia c'è bisogno dei testimoni di vera fede, di testimoni di vita cristiana. Allo stesso tempo è necessario cominciare, in diversi modi, a formare una piccola comunità che comincia a praticare la fede. Fare il missionario significa andare verso i bambini della strada, verso i poveri.

Fare il missionario in Siberia significa costruire la chiesa per pregare. È molto importante fare una chiesa visibile per una comunità che vive la fede, che rende testimonianza, ma è anche importante la chiesa come casa. Le chiese erano state costruite in passato, ma durante il periodo delle persecuzioni furono distrutte o destinate ad altri scopi. Adesso in ogni città si deve cominciare dall'inizio. Ho lavorato in Africa, Ghana, e lì potevamo celebrare la Santa Messa sotto un albero, ma in Siberia è difficile. Quest'anno è stato una grande benedizione di Dio. Diciamo grazie a Nostra Signora, perché abbiamo ricevuto posti per costruire le chiese in 8 città. È una grande sfida per noi.

Fare il missionario significa andare per la via dell'ecumenismo, soprattutto con gli ortodossi, e fare un dialogo inter-religioso. Fare il missionario significa anche instaurare un dialogo con i non credenti - tantissimi - che non conoscono Dio. Fare il missionario nella Siberia significa chiedere aiuto spirituale e materiale alla gente di buona volontà che può aiutare i poveri, i bambini ammalati, e per contribuire a costruire le chiese, a comprare le case.

E oggi possiamo dire che siamo testimoni del trionfo dell'Immacolato Cuore di Maria. Perché nella terra di Russia ci sono 4 Vescovi, 4 Amministrazioni Apostoliche, il Seminario a San Pietroburgo, il Pre-Seminario a Novosibirsk. Ci sono molti preti, suore, laici e tanta gente viene per sentire il Vangelo e noi andiamo a loro. E la fede cresce. E adesso viene più gente nella Chiesa ortodossa, nella Chiesa cattolica.

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